La birra? Roba da donne. Seconda parte.

La storia della birra, come abbiamo visto nasce con le donne e con le donne prosegue.

Si deve al gentil sesso, infatti, il primato nella produzione della birra: da alcuni documenti risalenti alle civiltà sumere ed egiziane si evince che fare birra era un’attività svolta all’interno delle mura domestiche, di cui, al pari della produzione del pane, si occupavano le donne, almeno fino al Medioevo.

Risalgono a questo periodo alcune leggi che in Germania riconoscono il diritto di proprietà delle donne sul materiale da brassaggio, che spesso entrava a far parte della stessa dote di matrimonio. L’esclusiva femminile nella preparazione della birra accomuna un po’ tutte le nazioni dell’epoca. Se in Gran Bretagna sono le “Ale Wives” le depositarie della preparazione e della vendita della birra, dalla quale molte famiglie ricavavano un notevole guadagno, in Finlandia la creazione della birra non soltanto viene attribuita al sesso femminile, ma secondo la tradizione tra gli ingredienti principali dell’amata bevanda ci sono tre donne, la saliva di un orso e il miele selvatico.

Non è un caso, quindi, che molte divinità legate alla birra fossero femminili: i sumeri adoravano Ninkasi , unica figura sacra associata a una professione, mentre gli Egizi consideravano Hathor la dea dell’arte brassicola. Nella Germania del XII secolo spicca una delle figure ritenute più influenti nella storia della birra: sant’Ildegarda da Binden, badessa del monastero benedettino di Rupertsperg e grande botanica. A lei si deve l’introduzione del luppolo e in un certo senso anche la nascita della birra così come la conosciamo noi oggi.

Le donne non producevano solo la birra, la consumavano anche: si dice che la regina Elisabetta I bevesse birra fin dalla colazione e in diversi momenti della giornata. In seguito, con l’avvento della rivoluzione industriale, la nascita di nuovi metodi di fabbricazione della birra e la diffusione stessa dei pub, la donna perse la sua posizione centrale nell’ambito della produzione della birra, fino a ritrovarsi esclusa quasi completamente. La produzione birraia divenne quasi esclusivamente un affare per soli uomini.

Oggi la birra rappresenta ancora una bevanda molto amata dall’universo femminile. Con la diffusione dei birrifici artigianali, infatti, non sono poche le donne che rivestono il ruolo di birraio, o che sono coinvolte nel processo produttivo della bevanda. Ma non è tutto. Le donne italiane si sono confermate, di recente, le prime consumatrici al mondo di birra perché leggera e salutare grazie al prezioso apporto di antiossidanti.

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